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lunedì 2 luglio 2012

Artisti di strada roma 2012: Jair

Eh, sì. Questo era il lavoro di Jair. Entrava in pizzerie, ristoranti, trattorie, dovunque la gente mangiasse, a compiere quella che lui amava definire la sua missione. Diceva agli amici che in questi locali c’erano coppie, gruppi, comitive ma potevi comunque scorgere qualcuno che stava al tavolo da solo. Lui sapeva bene cosa volesse dire. Quante volte aveva cenato chiuso in camera, la sera tardi, con le cuffie dell’ipod incollate alle orecchie e un panino rubato alla mensa della scuola. La musica. Questo cambiava tutto. Entrava nelle orecchie e riscaldava come nessun fuoco al mondo avrebbe potuto. Certe volte era una vecchia signora con un brodino, altre un distinto signore in affari con una bistecca al sangue, altre ancora un giovane studente lontano da casa con una calda pizza, ma tutte le volte era soprattutto per loro che cantava e suonava. Sempre la stessa canzone:

La vita dentro un cappello, parole e musica di Jair

Come è stato non lo so amico mio
mi son detto prendi e vai
e se mi incontri nelle vie della città
ho la mia vita dentro un cappello

Un saluto non è un cenno della mano
e nemmeno della testa su e giù
ma se il mio sguardo scambierai
troverai la vita dentro un cappello

La stanza è piena di complicità
di motivi per essere lontani da casa
ma ogni volta che la testa tu alzerai
rivedrai la mia vita dentro un cappello

Non ho tempo per dormire
io sono il vento che la sera spinge dentro
ma non dimentico se ti accorgi di me
che ho la vita dentro un cappello

Tratto da Jair, il suono è la vita

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