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mercoledì 26 settembre 2012

Interrogazione orale scuola: consigli, idee e teorie di Jair e Dani

Il giovane si alzò accarezzato dalle note del motivo del sabato, la splendida Stand by me e ad un tratto lo sguardo di Marilyn, ritratta nell’ultimo disegno di Manuel, apparve senza motivo nella sua mente. Nel ricordo la donna era diversa dalla fredda immagine che aveva visto giorni prima, quella triste sera. Jair scorse qualcosa di nuovo negli occhi della diva. Amore, il proprio amore per un artista, amore per qualcuno che t’ama per quello che senti, per quello che dimentichi, per quello che gridi in silenzio, per quello che guardi distrattamente, l’amore che le mancava. Così, con la convinzione che in qualche modo la sua musica potesse addirittura rendere reale l’illusione dell’amico, si sentì bene. Con questo dolce sentimento, Jair si incamminò come sempre verso scuola, seguito dall’immancabile chitarra, diventata oramai la voce di un giovane Soundknight. Giunse in classe e si posizionò con l’inseparabile Dani nella loro trincea all’ultimissimo banco. Il clima era teso e Dani pronunciò la frase che amava esclamare in quegli attimi: “Fra poco farà caldo!” In effetti, nelle prime due ore, Torresani aveva promesso in tempi opportuni che avrebbe compiuto l’azione che rendeva qualsiasi insegnante, anche il più umano, uno dall’altra parte della barricata: avrebbe interrogato. Le teorie dei due famigerati pirati dell’aula erano le seguenti:

L’interrogazione: quale significato? di Dani

Cari amici, il mio ragionamento è semplice ma inoppugnabile. Entriamo in aula ogni giorno. I professori hanno a disposizione lezioni, compiti per casa, compiti in classe e noi ci affidiamo a loro, con rispetto. Cosa abbiamo in cambio? Assoluta mancanza di fiducia, ecco cosa! Ci devono interrogare! Hai fatto gli esercizi? Hai memorizzato il capitolo? Hai tradotto la versione? Non si fidano di noi, questo è il loro problema…

L’interrogazione: in che modo? di Jair

Sarò breve. A differenza del mio collega, non ho niente contro l’interrogazione fuorché il modo in cui essa si svolge. I professori hanno a disposizione lezioni, compiti per casa, compiti in classe e noi ci affidiamo a loro, con coraggio. Ma loro? Ci interrogano, nascondendosi dietro il voto. Propongo un confronto alla pari, una domanda per uno. Hanno paura di noi, questo è il loro problema.

Tratto da Jair, il suono è la vita

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